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domenica 3 aprile 2011

Casalinghe disperate...

... ma soprattutto distrutte!
Io casalinga? Mai! E' tassativo.
E sia chiaro, non per snobismo, ma per pigrizia.
E' il lavoro più duro e faticoso che conosca. Non viene retribuito e la soddisfazione dura il tempo di uno sbadiglio (quello che sto facendo io adesso). E poi, si ricomincia tutto da capo. E ancora e ancora. Perché non e' che puoi pulire casa o stirare una volta per tutte e poi non pensarci piu.
No, perché tutto si ri-sporca, si ri-riempie di polvere, e prima o poi i panni li ri-lavi e ovviamente ri-stiri e allora...
Bene e secondo voi io oggi cosa ho pensato bene di fare mentre fuori il sole splendeva?
No, non ha niente a che fare con una passeggiata al parco o un gelato in mano. No, io ho cominciato le cosiddette pulizie di Pasqua!!
Si lo so, più che disperata sono completamente pazza. Non sparate sulla croce rossa, vi prego.
Io in realtà una soluzione alle manie di pulizia ereditate dalla mamma l'avevo trovata. Non e' una caso che abbia una ragazza che mi aiuta con le pulizie. Ma per come sono fatta non chiederei mai ad una persona che lavora per me di massacrarsi come faccio io.
Che dite? Sono da ricovero? Uhm, sempre meglio...
Sono partita dalla cucina. Ho pulito e lucidato ogni remoto angolo, anfratto e singolo accessorio. Smontato ogni cassetto o elettrodomestico.
In tutto questo sorvegliata dal FF (illo). Perché ho mancato di dirvi che quando io pulisco, rompo. No, non le palle. Quello lo faccio il resto del tempo.
Rompo nel senso vero della parola. Distruggo.
Perché nel DNA ho non solo la fissa delle pulizie, ma anche l'essere maldestra. Quindi mi muovo come il classico elefante in un negozio di porcellane, e disfo qualsiasi cosa mi capiti a tiro, perdo pezzi, e cerco ogni volta di prendere il volo dalla scala.
Oggi e' andata bene. Mi e' solo esploso il prezioso decanter di illo, ho disfato un portatazzine sempre di illo, e mi e' volata la padella piu' pesante che abbiamo direttamente sulle piastrelle del pavimento che grazie al cielo sono resistentissime.
Adesso che ci penso, rompo quasi tutte le cose che il FF ha comprato quando conviveva con la precedente compagna. Dite che e' colpa dell'inconscia gelosia?!?
Ma vi dicevo, oggi e' andata anche bene. In passato sono riuscita a smontare il cavo dell'antenna della televisione, rompere i calici da vino rosso che si accompagnavano al decanter, e la lavastoviglie dopo che l'avevo pulita e disinfettata non funzionava più, l'ingrata!
E' per questo che dovreste vedere il terrore negli occhi del FF ogni volta che dico: "oggi pulizie di fino". Ma poi gli passa e prepara il kit d'emergenza: pinze, cacciaviti e colla.
E quando ho finito di lustrare, illo passa a riparare i danni. E la casa e' splendida splendente per circa un paio d'ore!!!

mercoledì 12 gennaio 2011

Suocere

Un paio di giorni fa leggevo nel blog “A casa di Simo” un post sulle suocere che mi aveva parecchio divertito. Oggi rido un po’ meno.
Premetto che non sono sposata, convivo. E la mia scelta e’ dettata in parte dal fatto che non credo ci siano differenze tra l’una e l’altra cosa. E la conferma di questo e’ che che tu sia sposata o meno la suocera e’ una rottura di coglioni in entrambi i casi.
La madre del mio compagno fa parte di quella schiera di persone che quando era il tempo di star dietro ai figli e goderseli, pensava solo a lavorare e portare avanti insieme al marito un negozio di fiori.
Oggi dopo che il negozio e’ stato ceduto ed e’ andata in pensione, vorrebbe godersi i figli e prendersi cura di loro come se avessero ancora cinque anni. Peccato che di anni ne hanno quasi 40 e che non e’ proprio più il tempo!
Ma la cosa peggiore e’ il modo sistematico e infaticabile in cui si insinua nella vita dei figli e ovviamente dei rispettivi compagni.
Dietro la facciata di gentilezza e cortesia, di frasi come “voi siete stanchi fatevi aiutare da me”, dei “vi preparo la cena cosi’ trovate tutto pronto” tutto detto con grandi sorrisi e abbracci, si nasconde una donna che non accetta un no come risposta e che trova sempre il modo di fare quello che vuole lei e non importa se non e’ quello che vuoi tu anche se sei in casa tua.
Per capirci in quella che dovrebbe essere casa mia succedono sistematicamente cose come a Natale, quando io e il mio fantastico fidanzato decidiamo di dare un pranzo con tutti i parenti. La suocera si offre di aiutarci con il pranzo e noi accettiamo di buon grado visto che entrambi lavoriamo in ufficio fino all’ultimo minuto utile. Discutiamo quindi di cosa preparare per il grande giorno e il mostro sorridente cerca di imporci un brodo di cappone per i cappelletti fatti a mano che a meta’ dei commensali non piace. Noi bocciamo gentilmente, ma tassativamente l’idea spiegandole che nella mia famiglia (me e lui compresi) il brodo di cappone o di carne in generale non piace e che ne avremmo fatto uno vegetale o di dado.
Voi pensate che lei abbia accettato la nostra decisione? Certo che no!
A Natale si e’ candidamente presentata con una bottiglia di plastica piena di brodo di carne dicendomi sorridendo come Giuda “e’ di vitello non di cappone e so che a te cara non disturba”. Il brodo era ovviamente troppo poco e cosi’ abbiamo dovuto allungarlo con acqua e buttarci dentro un paio di dadi. Risultato: una vera schifezza!
E io incazzata come una iena il giorno di Natale che e’ tra i miei preferiti!
Altre cose? Le diciamo che non vogliamo piantare fiori in giardino perché tra una cosa e l’altra non abbiamo tempo di stargli dietro, partiamo per un mese intero per le vacanze, ecc ecc. Risultato: lei si presenta con una cassetta piena di fiori che ha scelto lei e ci dice “lo so che voi non avete tempo, ma ve lo sistemo io il giardino!”. Ovviamente imponendoci la sua decisione, passando sulla nostra e mettendoci di fronte al fatto compiuto. A quel punto come dire di no?
Ma potrei raccontarvene tanti altri di episodi come questo. Potrei dirvi di tutte le volte che ci capitano a casa senza essere invitati (purtroppo abitiamo a poca distanza) perché stavano facendo una passeggiata! Magari mentre noi ancora dormiamo o ancora meglio mentre ci stiamo “coccolando” un po’... (si avete capito bene!).
Ecco quello che odio e’ il fatto di metterci in condizioni di non potere rifiutare o di fare a modo nostro. Se quello che decidiamo noi a lei non va bene, fa in modo di ottenere quello che vuole per vie traverse. E quando non può imporcelo, ci prende per stanchezza. O per meglio dire sfinisce il mio compagno che alla fine cede e dice si.
Come per stasera. Per l’ennesima cena. Che non ho voglia di fare e invece mi trovo costretta ad andare da loro anche se preferirei starmene a casa mia a fare le mie cose o anche nulla.
Cosi’ stamattina mi sono alzata di cattivissimo umore, non ho ancora combinato nulla in ufficio, sono una bomba ad orologeria e so che finirò per litigare con lui...
Ma credetemi, io sono figlia di una madre invadente che ora non c’e’ più e che mi manca terribilmente. Ma avevo saputo mettere dei paletti per difendere i miei spazi e il fatto che fossi diventata una donna. Perché e’ cosi che si deve fare quando si cresce e si diventa adulti, no?
Proprio perché so di cosa parlo, non ho voglia di sottostare ai giochetti di quella rompicoglioni di sua madre. E se lui non lo capisce, allora non e’ l’uomo che fa per me. E voi non sapete quanto in questi momenti io desideri riavere indietro la mia casettina da single e potermi rifugiare in quelle quattro mura ed immergermi nella calma e nella tranquillita’ dove le decisioni e le esigenze da rispettare erano solo le mie!

PS Lo capite perché del mio blog non sa nessuno? Come potrei sfogarmi in libertà altrimenti???

sabato 11 settembre 2010

9/11


Potrei dire tante cose su questo giorno. Raccontarvi di come l'ho vissuto e del fatto che i ricordi sono ancora cosi chiari e lucidi.
Della telefonata di mia madre per avvertirmi, della nostra foga per cercare di entrare nel sito della CNN senza nessun successo.
Descrivervi me e tutti gli altri colleghi chiusi in una sala riunioni, di fronte alla televisione guardare inebetiti quelle immagini. E le torri crollare.
Della mail arrivata a tutti gli impiegati di tutte le sedi nel mondo in cui ci spingevano a tornare a casa dalle nostre famiglie per questioni di sicurezza.
Della notizia che un mio collega di Boston era su uno di quegli aerei.
Della consapevolezza che qualcosa era irrimediabilmente cambiato.
Di come l'odio nasce, cresce e si alimenta e non sei capace di controllarlo anche se una piccola parte di te sa che e' sbagliato.
Della sensazione di pericolo che ti pervade anche se in fondo tu sei dall'altra parte del mondo.
Di quanto ti senti disarmata di fronte alla follia dell'uomo.
Delle lacrime incontrollabili quando anni dopo sono stata a Ground Zero.
Di come le persone in circostanze cosi terribili si trasformino in eroi.
Di come una città e i suoi abitanti si siano rimessi in piedi e siano risorti da quelle ceneri senza pero' dimenticare.
Della mia fatica per tenere a bada la paura, il dubbio, il sospetto instillato da tutto quel che si e' visto e si e' letto da quel momento in poi.
Potrei parlarvi di tutto questo. Ma non sono abbastanza brava per esprimerlo.
Posso solo sperare che non si ripeta mai più.

mercoledì 1 settembre 2010

Prova d'immaginazione!

Vi siete mai domandate cosa fareste in caso di vincita di un premio multimilionario come quello del SuperEnalotto di questi giorni?
Io si. Cioè dopo esser sopravvissuta all’infarto che secondo me rischi se vinci una cifra simile…
Ci ho pensato a lungo e questo è il mio piano:
Compro una casa per il mio papà così ci può vivere con la sua fidanzata che non mi è troppo simpatica, ma contento lui… E faccio in modo che non debba più preoccuparsi del suo futuro. Gli restituisco un po’ di quello che lui ha fatto per me quando ero piccina. Compreso accollarsi la figlia di un altro e crescerla come se fosse sua.
Compro una casa anche per la mia zia Lella che è come una seconda mamma per me (rompe uguale ma non puoi non amarla) e per mio zio Marietto che è incappato in una di quelle malattie terribili che ti lasciano la mente lucida mentre il corpo non risponde più. E mi occuperei io di entrambi in tutto e per tutto anche se so che i soldi non servono a nulla in certe situazioni, ma forse non doversi preoccupare dell’affitto di casa e del proprio sostentamento toglie almeno un pensiero dalla testa.
Una casa anche per mia cugina Angela e il suo terzo marito, per farle capire che l’amore esiste e che a volte ci sono persone che fanno gesti disinteressati solo per vedere felici gli altri. Perché è vero che quando sei stata sfortunata nella vita è difficile sorridere, ma è anche vero che quando smetti di sorridere la vita non è certo più clemente. E comunque in fondo lo sa anche lei perché altrimenti non si sarebbe sposata 3 volte no?
Poi c’è Sabina. Di lei vi ho già parlato e sapete quanto la amo e quanto adori la sua bimba Vanessa. E pochi giorni fa mi ha anche detto che ne sta per arrivare un’altro. Devo aspettare fino a Venerdì per sapere se sarà maschio o femmina, ma già so che amo anche lei o lui (segretamente speriamo entrambe che sia lei). Be’ Sabina potrà chiedere ed avere ciò che vuole. Davvero. Se la conosco sta già salvandosi in un file queste mie parole e soprattutto facendo una lunga lista (just in case)!
E poi il mio gruppo di amiche. Soprattutto quelle 3 o 4 che non stanno passando un periodo semplice. Prese tra lavoro, figli e continui calcoli per arrivare a fine mese. Se in qualche modo potrò alleggerire la loro vita, sarei felice di farlo. Ma con così tanti soldi secondo me un modo lo troviamo!
E poi ho pensato di rilevare e saldare i mutui degli amici più cari. In fondo quella è la spesa che pesa di più sul bilancio familiare di una giovane coppia. E se qualche amico ha qualche sogno speciale e realizzabile che posso aiutare a concretizzare credo che sarei felice di farlo...
E per ultimo ma non certo per importanza, farei una cospicua donazione alla Vidas che si occupa di assistere gratuitamente e completamente i malati terminali. Ho un debito di riconoscenza infinita nei loro riguardi. Se non mi avessero aiutato ad assistere mia madre, penso che mi sarei buttata dal balcone dalla disperazione. E se posso spendere due parole in questo post senza senso, vi consiglio di dare un’occhiata al loro sito internet (
www.vidas.it) e possibilmente di aiutarli. Io sono la testimonianza che fanno tutto ciò che dicono. E anche di più.

Ma continuiamo a spendere il mio premio!!!

Avete notato che manca una persona nella mia lista? Si? Ma certo il IF (il fidanzato)!!! Ma solo perché mi ha fatto incavolare in questi giorni... in realtà lui sa che quel che è mio è suo e quindi potrà avere la tanto sognata Lamborghini, una moto che si chiama Brutale (ma vi sembra possibile???) e il ristorante che sogna di aprire... il resto gli verrà in mente col tempo. Si sa l’appetito vien mangiando!
Fino ad ora sono sembrata una filantropa. Niente di più sbagliato. Sono generosa con le persone che amo certo, ma in realtà è che se sistemo loro e le aiuto a star bene mi sento meglio anch’io. Quindi c’è una punta di egoismo in tutto questo. E anche un po’ di mani bucate perché mica è finita la lista della spesa.
Ecco quello che farei per me. Ma vi avverto, mettetevi comodi.
Compro una casa a Milano (o poco lontano). O meglio me la faccio costruire da zero, con tanto verde intorno, con una piscina e l’area per il BBQ e perché no una piccola scuderia per il cavallo che ho sempre desiderato! (Lo so, sogno in grande, ma perché no?). Del resto casa mia deve contenere tutti i miei amici, perché il bello di avere una casa così è proprio condividerla con le persone che ami no?


Me ne compro un’altra. A New York City. Con una bella terrazza con vista su Central Park. E ci passo qualche mese ogni anno quando non fa troppo freddo. Così la smetto di svenarmi con gli alberghi ogni volta che ci vado e posso finalmente vivere la mia città preferita al meglio.
Mi iscrivo all’università. Lo desidero da sempre. Prima non c’erano i soldi adesso non c’è il tempo. Ma se vincessi una cifra così potrei permettermi di non lavorare per un po’ e potrei dedicarmi agli studi. Su quale facoltà universitaria scegliere potrei scrivere un poema, quindi facciamo che se vinco vi faccio sapere!



Comprerei una Vespa! Tutta rossa con il bauletto e il casco in tinta. Forse nera. O bianca. Va be’ una Vespa nuova tutta mia. E poi dovrei imparare ad andarci. Ma a quel punto avrei un sacco di tempo libero per provare a schiantarmi da qualche parte no?
La macchina non lo so se la cambio. Alla mia che ha 13 anni sono affezionata. E visto che non mi ha mai lasciato a piedi, perché rottamarla? Sarebbe un’ingiustizia. Soprattuto con la sfiga che ho con le macchine meglio lasciar perdere (ma questo ve lo racconto un’altra volta)!
Però noleggerei uno yacht di quelli super lusso con tanti posti letto e ci farei una super vacanza lunga lunga con tutti i miei amici. La destinazione la scegliamo al momento. E già mi immagino il casino perché tutti vorranno andare in un posto diverso. E dovrò ancora una volta essere democratica e decidere io per tutti!
E poi con calma cercherei un’associazione che si occupa di donne maltrattate o con altri gravi problemi. E cercherei di fare qualcosa di buono perché sono sensibile alla causa. Lo so che non posso fare molto, ma credo che i problemi si risolvano partendo dalle piccole cose. Ed in quel caso ognuno di noi può fare la differenza no?
Vediamo, che altro... ma certo. Una biblioteca tutta mia. Una grande stanza piena di luce, con quelle librerie che vanno dal pavimento al soffitto piene zeppe di libri di ogni tipo. Con le scalette che ti aiutano a salire fino agli ultimi ripiani a prendere i libri dei tuoi autori preferiti. Con una serie di poltrone e divani comodissimi in modo da potercisi sdraiare con un buon libro in mano. Con la musica in sottofondo e una bella bibita fresca... o una tisana calda a seconda della stagione.
Ma forse la cosa che desidero di più, il sogno più grande è fare una valigia con il necessario per partire e girare il mondo. Vedere quei posti di cui hai solo sentito parlare, i luoghi lontani, sconosciuti e incantati. Quelli che non hai mai tempo di vedere perché sei preso dal lavoro e duemila altri impegni. Quelli inaccessibili perché costa un patrimonio solo il viaggio aereo. Quelli che solo di viaggio ti prendono 2 giorni per andare e altri 2 per tornare. Più i 20 dove sei rincoglionito dal fuso orario. Tutti quei posti che non ti basta una vita. Almeno che non fai solo quello e credetemi io lo farei volentieri.
Direi che è abbastanza no? Ma tanto con una cifra così c’è spazio anche per tutto il resto. E soprattutto sognare aiuta tanto e non costa nulla.
E voi? Cosa mi raccontate della vostra lista?
In ogni caso, buona fortuna a tutti anche se tanto vinco io ;- D

giovedì 19 agosto 2010

Sono tornata!!!

Cioè, sono tornata da un po’ ma avete presente cosa vuol dire tornare a casa dopo un mese di ferie e dover pensare alla casa, alla biancheria da lavare, la spesa da fare e alle tonnellate di lavoro e mail da evadere???
Ecco bravi. Adesso moltiplicatelo per 10 e vi ho già fatto uno sconto!!!
Ma adesso sono qui e riprendiamo da dove abbiamo lasciato.
Cioè, non proprio adesso adesso nel senso di questo momento.
Presto. Prestissimo. Spero ;-D

martedì 29 giugno 2010

Aiutoooooooo!

Io lo sapevo che ieri non dovevo rimanere in ufficio fino alle dieci e mezza!!!
Oggi sono totalmente rinco. Non connetto e non riesco a concentrarmi. Quello che ho guadagnato ieri l’ho completamente sciupato oggi. Ma giuro che non ce la faccio proprio.
Mi rigiro le carte in mano e non combino niente. Ho la mente annebbiata...
Perché deve essere così tutte le volte che sono in chiusura?
Ma soprattutto perché rompono le palle solo a me?
Salvatemi...

venerdì 28 maggio 2010

Un rilassante pomeriggio libero...???

Un mercoledì pomeriggio di qualche settimana fa, mi sono concessa un pomeriggio libero dal lavoro, fidanzato e quant’altro.
I miei piani erano: parrucchiere per trattamento tono su tono, taglio e piega, shopping per acquistare un paio di scarpine blu adocchiate tempo prima, ricerca del regalo di compleanno per Sabina, portare a riparare l’anello della Breil regalatomi dal fidanzato il nostro primo Natale insieme. Poi sarei andata dal “manipolatore” (poi vi spiego) e infine a cena sola soletta con Sabi per festeggiare vis-a-vis il suo compleanno.
Non male come programma no?
Ecco, adesso vi spiego come è andata.
Avrei dovuto uscire dall’ufficio subito dopo pranzo (intorno alle 14:00), ma siccome non si sa mai cosa può succedere quando non sono in ufficio appena prima di uscire i miei colleghi hanno cominciato tutti a farmi domande di ogni tipo. Se ve lo state domandando no, non sono né un genio né indispensabile (indispensabile no, ma importante si). E’ che lavoro con un gruppo di cerebrolesi! Se prendo ferie anche solo per mezza giornata si fanno venire in mente le domande più impensate. Non è un caso che siano tutti uomini. (Dai lo sapete che in fondo in fondo vi voglio bene!!!)
Comunque dopo aver rassicurato tutti come bambini che sarei regolarmente tornata il giorno dopo, alla fine ce la faccio, esco dall’ufficio (leggasi fuggo dall’ufficio) e vado dal parrucchiere al di la della strada.
In effetti avrei dovuto capire subito che uno che si fa chiamare con un nome francese ed è italianissimo mi avrebbe potuto creare dei problemi, soprattutto avrei dovuto ricordarmi che chi mi ha suggerito di andare lì porta un taglio di capelli a dir poco originale. A mia discolpa posso dirvi che avevo già provato prima di Capodanno ed era andata abbastanza bene.
Ad ogni modo entro e chiedo se posso fare il tutto e soprattutto comunico che devo assolutamente essere a Milano per le 18:00, sicura che con tre ore abbondanti la risposta non può che essere positiva. E ovviamente non è così!!!
Mi guardano come se fossi pazza e mi fanno notare che il procedimento richiesto è parecchio lungo e che possono provare a farmi uscire da lì alle 18:00 ma assolutamente non prima.
Io mi guardo intorno, non c’è un solo cliente e mi domando perché non possano lavorare in due su di me dal momento che sono entrambi liberi, ma sospiro, accetto e mi siedo brava brava nella postazione indicata dicendo tra me e me di smetterla di fare la noiosa e di godermi il pomeriggio!
A questo punto cominciano le grandi manovre. Identificato il colore giusto dalla mia scheda, partono dai colpi di sole: una tragedia. Avete presente come si fanno i colpi do sole? Piccole ciocche avvolte nella stagnola dopo averle passate con il prodottino schiarente? Ecco andavano a ritmo di una ogni 5 minuti. Tenendo conto della lunghezza e della quantità dei capelli secondo voi quanto ci hanno messo solo per questa prima fase? Deve essere che dalla mia espressione ma soprattutto dal fumo che usciva da naso e orecchie hanno capito che era il caso di spicciarsi per cui hanno continuato in due a impacchettarmi le ciocche nella stagnola. E terminato questo sono finita sotto una specie di aggeggio che scaldando doveva accelerare il processo di schiarimento.
Quando ormai mi avevano grigliato a dovere la capa, è finalmente suonato il timer e mi hanno fatto accomodare al lavaggio. La parte divertente è che in questo posto parlano sempre al plurale: ci accomodiamo, ci laviamo i capelli, ci asciughiamo...
E io che pensavo: io mi accomodo e te lavi e asciughi no?? Se ti accomodi pure te, chi mi lava i capelli???
Va be, sarà l’effetto del casco... mi avrà fritto il cervello. Non che ce ne fosse bisogno.
E guardate, mettetevi comodi perché non sono neanche a metà racconto!
Comunque mi lava, mi rilava, mi massaggia, mi rilava... 20 minuti così mentre il mio sguardo è stato fisso sull’orologio per tutto il tempo anche se la parte del massaggio era molto piacevole. Questo fino a quando la collega non ha detto alla ragazza che mi lavava i capelli che avrei ancora dovuto fare il colore e quindi lei si è finalmente affrettata a rimandarmi in postazione.
A questo punto ho commesso un grossissimo errore: mi sono guardata allo specchio e mi sono venuti i conati di vomito!!! Vi giuro che ero bionda. Terribilmente bionda. Che poi è una delle poche cose che raccomando ai parrucchieri quando ci vado. Fatemi qualsiasi cosa, anche verde, ma non bionda!
Non che abbia niente contro le bionde, ma su di me quel colore fa veramente cagare.
Non ho neanche avuto il coraggio di fotografarmi con il cellulare.
Ho chiesto spiegazioni e mi hanno subito rassicurato dicendomi che il colore avrebbe coperto il biondo lasciando solo delle sfumature leggermente più chiare per dare “movimento” al colore. E se questa cosa per voi non ha senso, non posso proprio farci nulla. Del resto il trattamento si chiama tono su tono anche se in tutta sincerità io lo chiamerei sotto tortura.
Ma torniamo a noi. Adesso è il momento del colore. E cominciano a spalmarmi sulla testa una pappetta dello stesso colore della zucca. Una spalma con un pennello e l’altra prende le ciocche e con le mani infilate nei guanti di gomma me le “munge” una ad una. Dico “munge” perché il movimento è lo stesso che si fa con una mucca. Per il resto spero che la mucca non senta lo stesso dolore. Perché io vi giuro che a quel punto ero pronta a scappare con i capelli in quello stato pur di farle smettere. Avete presente che attrito possono fare i guanti di gomma sui capelli bagnati?!? In realtà ancora più male di quello che pensate!
Ma ho resistito, hanno continuato e sono finita di nuovo sotto l’aggeggio riscaldante. A questo punto la foto ci stava!!!

Altra grigliata di capa e poi di nuovo al lavaggio. Shampoo, balsamo, lava che ti rilava, finalmente si fa l’ora del taglio... e invece no. Troppo facile. Alla ragazza viene in mente che non si riesce a tagliarmi i capelli, cosa che hanno sempre fatto tutti i parrucchieri precedenti compresi loro l’ultima volta. No, prima me li asciugano e mi fanno la piega!
E anche qui, di nuovo, come sempre succede con il parrucchiere di turno, comincia la lotta per la piega.
Io: “Per cortesia, mi fai la piega liscia gonfiandomi bene le radici? Perché con i miei capelli fini se non fai così, con l’umidità che c’è fuori, dopo dieci minuti è come se non fossi neanche venuta da voi!”
Lei: “ No non ti preoccupare, i tuoi capelli non si riescono a gonfiare alle radici, ma vedrai che ti facciamo una bella piega (sempre al plurale).
Io: “ No guarda non potresti usare la spazzola tonda, quella grossa dell’altra volta?”
Lei: “Ma no, non va bene, e poi non ce l’abbiamo, ti ricorderai male.”
Io, provando ad insistere ancora: “Senti ma se ci riesco io a casa figurati se non ci riesci tu (magari le lusinghe funzionano!!!)”
Lei, seccata: “Ma lascia fare a noi, in fondo è il nostro mestiere, siamo dei professionisti!”
Come a dire che cazzo ne vuoi sapere tu???
E invece no, penso io. Brutta stronza io ci convivo da 37 anni suonati con i miei capelli. Ne so più che a sufficienza visto che mi faccio la piega da sola almeno tre volte la settimana. Ma sono stata buona, zitta, seduta al mio posto.
Così lei soddisfatta mi fa la piega come vuole lei, e alla fine mi chiede con un sorrisone se mi piace. Io sorrido, annuisco e penso che certo che mi piace, ma che in 10 minuti se sono fortunata, perché se no anche prima, mi sarà tutto sparito.
Lei mi ringrazia e mi passa nelle mani dell’uomo col nome tradotto che a questo punto mi dovrà tagliare i capelli.
Anche lui un tipo strano. Mi chiede di accomodarmi alla postazione del taglio che si trova a mezzo metro da dove sono ora perché l’intero locale è grande 3 metri per 2.
Ma non importa, mi alzo e cambio posto perché a questo punto voglio solo finire ed andarmene al più presto.
Lui comincia e voi avete presente cosa succede quando tagli i capelli da asciutti?
Volano, ovunque, e ti si appiccicano addosso. In faccia, sul collo, sui vestiti...
Ma soprattutto il taglio viene una merda. E la piega comincia ad afflosciarsi.
Ma io resisto. Sto buona, lascio fare, e tra me e me penso che dovevo dare retta all’istinto e non andare dal parrucchiere a sprecare tutto quel tempo.
Lui finisce, si sente soddisfatto, vi giura che si elogia da solo per il taglio e per il tono su tono che mi garantisce essere la loro chicca.
Io lo guardo, probabilmente con l’espressione di chi pensa di avere di fronte uno psicopatico che è meglio assecondare.
Lui mi manda in guardaroba a rivestirmi e intanto mi fa il conto (così lo chiama lui).
Io esco dall’angolo spogliatoio 20 x 20 cm, faccio un passo e prendo la ricevuta che lui mi passa.
Sono felice di essere forte di cuore. Questa tortura non solo mi è costata più di tre ore del mio tempo ma anche 108 Euro e 50 Centesimi!!!
Sono furba eh? Devo anche aggiungere che arrivata a Milano mezz’ora dopo pioveva a dirotto e della piega non c’era più traccia?
Ma ho deciso: lì non mi vedono più... e IF mi ha ricordato che l’avevo già detto la volta scorsa!

mercoledì 27 gennaio 2010

Conversazioni strampalate

C’è una precisa ragione per cui la mia migliore amica è la mia migliore amica. Perchè in alcuni casi ci compensiamo, in altri siamo assolutamente uguali.Fisicamente per esempio ci compensiamo. Tutto quello che non ha lei, ho io (pure troppo): lei è magrissima, io no. Io ho le tette, lei no.
Mentalmente invece siamo assolutamente uguali: due dementi!!!
Un esempio?
Queste sono le nostre mail tipo:

Lei:
Ciao cara, che tristezza, che paese allo scatafascio...grazie della mail che mi hai girato. Ti volevo raccontare il mio volo di stamattina....davanti casa...tutto ghiacciato...ho planato dalla porta di casa al cancello :((( X fortuna non mi sono fatta niente. Tu tutto bene? Ci vediamo mercole, un bacione!!! Sabi

Io:
Ciao Tesora,
alla faccia del volo!!! Spero tu stia bene...a parte le ammaccature ;-(
Se ti puo' consolare io la settimana scorsa mentre facevo la doccia ho avuto uno scontro con la maniglia del miscelatore e mi sono fatta malissimo.
Ovviamente ha vinto lei (la maniglia) e adesso ho un livido teribbbile!!!
Stavo per scriverti io. Volevo dirti che oggi ti ho citato nel mio blog e mi sembrava giusto darti diritto di replica!!!
Sono contenta che mercoledi' finalmente ci vediamo. Visto che fa un freddo porco, vuoi venire da me che tanto siamo sole?
Ovviamente non cucino (tranquilla) e ci prendiamo una pizza e se poi ci va e abbiamo esaurito le chiacchere possiamo anche andare al cinema.
Fammi sapere che ne pensi.
Ti voglio bene

Lo capite che due così non possono che essere amiche no? Se non altro per le ferite di guerra che si fanno da sole!!!
E giusto perchè non pensiate che esageravo dicendo che mi sono fatta malissimo, eccovi una prova del mio livido (e anche di quanto sono pelose le mie braccia!!!)...


Non fa male solo a vederlo?
Baci lividi

lunedì 25 gennaio 2010

Se fossi...

Questo post è dedicato alla mia nuova amica Topanova.
Vi consiglio caldamente il suo blog
www.acasadisimo.blogspot.com
Un vero spasso!!!

Se fossi un mese sarei: Giugno
Se fossi un giorno della settimana sarei: il Venerdì
Se fossi un orario del giorno sarei: Mezzanotte
Se fossi un pianeta sarei: la Luna (Lunaticissima sono!)
Se fossi un animale sarei: una Tigre
Se fossi una direzione sarei: sempre dritta (per la mia strada)
Se fossi un articolo di arredamento sarei: una di quelle poltrone con i braccioli, il poggia gambe rialzabile e il massaggiatore incorporato (e con lo scaldotto a portata di mano)
Se fossi un peccato sarei: la gola (si vede e quindi non posso dire altro)
Se fossi un personaggio storico sarei: Napoleone (piccoletto ma con un carattere da conquistatore)
Se fossi un liquido sarei: l’acqua
Se fossi un albero sarei: un albero alto (almeno da albero potrò bene essere alta no?)
Se fossi un uccello sarei: un uccello tropicale (finalmente vivrei al caldo tutto l’anno)
Se fossi un arnese sarei: un paio di cesoie (per tagliare tutti i rami secchi)
Se fossi un fiore sarei: un lilium (il fiore dell’amicizia)
Se fossi un evento atmosferico sarei: un temporale estivo (arriva, fa disastri e se ne va)
Se fossi una creatura mitologica sarei: una fatina dei boschi o la strega cattiva (soffro di doppia personalità)
Se fossi uno strumento: un pianoforte
Se fossi un colore sarei: una qualsiasi sfumatura di azzurro
Se fossi un'emozione sarei: adrenalina pura
Se fossi una verdura sarei: una carota. Quella che uso quando non serve il bastone
Se fossi un suono sarei: quello di uno sbadiglio
Se fossi una macchina sarei: una cabrio
Se fossi una canzone sarei : meraviglioso dei Negramaro
Se fossi un film sarei: Sex & the city (almeno sarei ambientato a New York)
Se fossi un libro sarei: Il piccolo principe
Se fossi un cibo sarei: un profiterole
Se fossi una città sarei: New York (ovviamente)
Se fossi un materiale sarei: l’Argento
Se fossi un sapore sarei: un sapore piccante o molto speziato
Se fossi un profumo sarei: caldo e sensuale
Se fossi una parola sarei: Caos
Se fossi un oggetto sarei: un quadernetto per appunti
Se fossi una parte del corpo sarei: gli occhi
Se fossi un'espressione del viso sarei: un battito di ciglia
Se fossi una materia scolastica sarei: la geografia (devo impararla per viaggiare)
Se fossi il personaggio di un cartone animato sarei: mi piacerebbe Lady Oscar, ma somiglio di più a Spank
Se fossi una forma sarei: Tonda come la forma del Grana. E’ per quello che il mio blog si chiama Princispessa: una donna a tutto tondo
Se fossi un numero sarei: sette
Se fossi un difetto sarei: la pigrizia


giovedì 21 gennaio 2010

Più che buoni direi cari propositi per il 2010

Avete presente quando all’inizio di un nuovo anno si fa una lunga lista di buoni propositi da perseguire? Gli stessi che circa cinque giorni dopo si è già dimenticato e archiviato?
Oppure quando ci si da un obiettivo da raggiungere entro una certa data?
Ecco, vi annuncio ufficialmente che in questo momento io ho le idee molto chiare sull’obiettivo da raggiungere entro la fine del 2010.
E sono anche certa che non lo accantonerò come in genere si fa con tutti gli altri.
No, no, io andrò dritta dritta fino in fondo: sarò bravissima, ve lo garantisco.
Ci ho pensato per bene e adesso so che per tutto il 2010 io lavorerò duramente e tantissimo per pagare una vacanza Extra lusso al mio nuovo dentista!!!
Che ne dite, non è un obiettivo di tutto rispetto?
Guardate che non penso mica a una di quelle vacanze last minute e low cost che si acquistano su Internet eh? Certo che no, io pensavo ad una di quelle vacanze in un Resort Caraibico dove tra un massaggio e una coppa di frutta tropicale lavata e sbucciata, fai un bagno nel mare cristallino e uno nell’idromassaggio, poi una passeggiata sulla spiaggia bianca e finissima e quando sei stanco ti sdrai su un candido divano bianco da giardino. Il tutto mentre un maggiordomo personale è a tuo completo servizio 24 ore su 24 anche solo per sventagliarti come gli schiavi egiziani facevano con Cleopatra.
Non solo, ma come vicini di camera ti trovi Brad e Angelina che ti salutano con la manina che cercano di farsi invitare nel tuo appartamento più bello del loro!!!
Che vi credevate: sono generosa io!!!
Il mio dentista in cambio, mi farà tornare adolescente. Anche lui è uno generoso...
No, non con il botox, né con una plastica e neanche con la magia nera.
Semplicemente mi metterà l’apparecchio ai denti, fisso per un anno. I brufoli già li avevo quindi capite che tornerò a tutti gli effetti una quindicenne.
Di fatto alla mia veneranda età ho scoperto di essere “tutta storta”, come dice lui, e di aver bisogno di sistemare la masticazione. Così un mese fa mi hanno fatto mettere un byte che avrei dovuto portare per 3 mesi e che mi fa parlare con la zeppola che sembro la versione femminile di Jovanotti.
Qualche giorno fa ci sono tornata per una visitina di controllo ed è saltato fuori che il byte me lo tengo per un anno e in più aggiungiamo anche l’apparecchio. Così avrò in bocca più ferraglia che denti!!!
La cosa bella di tutto questo è che con tutta quella roba in bocca magari riuscirò a mangiare di meno perché tutto non mi ci sta e soprattutto alla fine del 2010 saluterò il nuovo anno con un sorriso smagliante e parecchi soldi in meno sul conto!!!
Che dire: è bello avere delle certezze nella vita no?
Baci metallici e squattrinati

martedì 29 dicembre 2009

Settimana del restauro

Per chi si stesse domandando il significato di questo mio bizzarro titolo, e' presto detto: questa e' la settimana dove passo più tempo dall'estetista e dal parrucchiere che a casa mia!!!
Per intenderci e' la settimana dove ho l'agenda piena di appuntamenti per rifarmi bella, tornare a casa e sentirmi dire dal mio fidanzato: "Io non me ne intendo, ma mi sembri uguale a prima!!!"
Tranquilli, e' ancora vivo.
Soprattutto e' la settimana dove "faccio girare l'economia" come nessuno e mentre torno a casa tutte le persone che incontro per strada mi ringraziano come in quella pubblicità idiota che ci propinavano qualche anno fa in televisione per convincerci a spendere soldi che non avevamo!
Comunque tornando al mio restauro, non avete idea di come e' messa la mia agenda: piena zeppa di appuntamenti. E se pensavate ad una settimana di tutto relax, vi sbagliate di grosso.
Perché e' praticamente un lavoro: corro da un estetista all'altra che ovviamente sono in posti diversi, neanche tanto vicini, cercando di non ritardare, ma soprattutto di non far sapere loro che non sono una cliente tanto fedele.
Perché ovviamente non posso avere un'unica estetista come tutte le persone normali.
Ne ho una per la depilazione: si trova dietro casa ed e' economica, ma soprattutto non devo chiamare un mese prima per avere un appuntamento rischiando cosi di diventare la sorella di King Kong.
Un'altra per il pedicure e la manicure: si trova vicino all'ufficio, e' bravissima, velocissima, ed economica e in una pausa pranzo mi rimette a nuovo mani e piedi.
E la terza ed ultima: pulizia del viso e massaggi fantastici. Abbastanza vicino casa, non troppo economica, ma i trattamenti sono una meraviglia e quando esci di li ti senti come rinata...
Quindi questa settimana la mia agenda prevede: Lunedì massaggio, Martedì ceretta, Mercoledì pulizia del viso in un posto, manicure e pedicure in un altro. E come se non bastasse oggi ho avuto la brillante idea di andare dal parrucchiere dove sono rimasta prigioniera su una sedia per ben 4 ore e dopo aver pagato ben 92.00 Euro sono uscita con un colore di capelli che non ho ancora deciso se mi piace...
Soprattutto mi prude la testa in un modo terribile che se continuo cosi i capelli me li sarò strappati tutti a breve a forza di grattare!
Sembro un po' psicopatica no?
Ma la verita e' che mi sembra di prendermi un po' piu cura di me in questo modo e soprattutto mi preparo all'inizio del nuovo anno in forma smagliante.
Che mi sembra di buon auspicio!!!

lunedì 16 novembre 2009

Se non è amore questo!!!

Se sapesse che scrivo di questa cosa mi ucciderebbe.
Del resto è la ragione per cui non sa proprio nulla sull’esistenza del blog.
Che tengo segreto proprio per scrivere liberamente senza la paura di ferire nessuno. Ma soprattutto senza che nessuno mi riconosca e io possa parlare liberamente delle figuracce che faccio di continuo...
In questo caso per evitare di morire prematuramente!

Questa più che una figuraccia è stato un tentato suicidio.
No, non è che improvvisamente io abbia perso la voglia di vivere, ma è che mi sono messa in una situazione in cui il minimo che mi potesse succedere è di venire uccisa.
Lo so che state pensando allora non è un suicidio, ma un omicidio, ma il problema è che siccome io sapevo bene in che situazione mi stavo cacciando avrei dovuto stare attentissima a quello che facevo e invece sono quasi riuscita a farmi strangolare.
Equivale un po a buttarsi da un ponte e pensare di non farsi male...

Si va be, ve lo racconto che magari è più chiaro.

Il mio fidanzato meraviglioso (nel caso scoprisse il blog mi paro un pò il sederotto) amava alla follia i suoi capelli (il verbo è al passato per un buon motivo). Ne parla come di un trofeo. Cose del tipo: ”i miei lunghi riccioloni biondi” oppure “avevo i capelli bellissimi e lunghi” e ancora “i miei meravigliosi boccoli”. E mentre racconta queste cose, tira fuori dal portafogli una foto terrificante a testimonianza del fatto che un tempo aveva i capelli lunghi. Più che altro a testimonianza che un tempo aveva i capelli punto.

E non è che lo stia prendendo in giro, sia chiaro, perché a me i ragazzi con i capelli lunghi proprio non mi garbano. A me piace molto di più adesso.

Comunque, da quando stiamo insieme, più o meno ogni due mesi mi chiede di “tagliargli” i capelli perché avendoli corti e ormai pochini, li taglia in casa con il rasoio elettrico.
Dopo un po’ di settimane in cui praticamente mi supplicava di aiutarlo, Martedì scorso, più o meno intorno all’una di notte, mi decido a entrare nella parte di un’esperta e capace parrucchiera. Quindi mi avvio in bagno, inforco il rasoio e con fare sicuro lo metto in posizione sul lavandino. Del resto se non lo “piego” in avanti non gli arrivo neanche all’orecchio...
E zzzzzz di qui e zzzzzzz di là continuo a tagliare i capelli alla lunghezza di 4mm.
Questo dettaglio è molto importante. Perché anche se può sembrare semplice, vi posso assicurare che lui mi guarda tesissimo e mi controlla a vista. Perché se anche non ha più i suoi bei capelli di un tempo, il suo amore per loro è rimasto immutato. Anzi: li ama ancor di più come quando il tuo cantante preferito muore e lo idealizzi al punto da non ricordare più un solo lato negativo.
Dicevamo: lui piegato a novanta sul lavandino, io con in mano un rasoio. Fin qui tutto bene.
Finché gli dico: ”Amore ho finito, pulisco il rasoio e ti do un’ultima passata per essere sicura di aver fatto tutto per benino”...
Prendo il rasoio, glielo passo sulla tempia sinistra e... gli faccio una strisciata come se lo avessi depilato completamente...
Cazzzzzzoooo non ho regolato il rasoio sui 4 mm nooooooo sono morta...
Lui non si accorge subito del disastro, ma dalla mia faccia capisce che ne ho combinata una delle mie e sulla sua faccia in pochissimi secondi si passa dalla preoccupazione alla incredulità alla Oh mio dio no i miei capelli al Mo ti uccido...
E io per tutta risposta, poso il rasoio sul lavandino, mi porto le mani al viso in segno di disperazione, comincio a supplicarlo di perdonarmi, di non lasciarmi, di non buttarmi fuori di casa e a riprova del mio dispiacere scoppio a RIDERE come una pazza e non riesco più a fermarmi...
E lui: si guarda allo specchio, gli vengono le lacrime agli occhi, saluta i suoi 4 mm di capelli (più che altro gli fa un funerale), si gira verso di me (che ancora rido) e MI ABBRACCIA e mi dice che non importa, che capita di sbagliare, che mi ama e continua a consolarmi...
Se pensate che il giorno dopo sarebbe partito per un viaggio di lavoro durante il quale avrebbe incontrato alcun dei suoi clienti più importanti e che ci è dovuto andare conciato così, non potete darmi torto se dico che non mi ha ucciso solo perché mi ama...

martedì 10 novembre 2009

Perchè uno decide di prendere a badilate il proprio capo???

Come può accadere che una devota, dedicata assistente decida in un tranquillo giorno di Novembre di prendere a badilate il proprio diretto superiore?
E’ molto più semplice di quello che si può pensare. Sentite un po’ qua.
Stamattina, dopo quello che avrebbe dovuto essere un romantico week end lungo a Siena ed invece è stato “solo” un week end lungo ma soprattutto pieno di bacilli, rientro in ufficio dopo una seduta di ben due ore di dentista...
In effetti non sono un gran che da vedere: occhi gonfi, naso bordeaux per il troppo soffiare, e grazie all’anestesia fatta dal dentista ho un ghigno che mi fa sembrare la sorella della creatura di Frankenstein. Se penso che c’è gente che paga per farsi fare il botox per avere la stessa espressione paralizzata che avevo io stamattina, capisco perché il mondo va a rotoli...
In più metteteci che per natura (o credo religioso fate voi) non mi alzo mai prima delle nove del mattino (almeno che non debba partire per le vacanze o ci sia il rischio di fare la pipì a letto) e arrivo in ufficio sempre intorno alle 10:30 (benedetto orario elastico) e che invece stamattina alle nove in punto ero già seduta sulla poltrona del dentista che non è esattamente vicino a casa mia e che ho dovuto fare quasi un’ora di coda in macchina per raggiungerlo... be insomma ero decisamente messa male.
Entro in ufficio ed ecco quello che succede.
Grazie al panico da pandemia che ci hanno fatto venire con servizi televisivi e articoli di giornale, si è aperta la folle come le acque del Mar Rosso con Mosè. Ad un certo punto ho cominciato ad annusarmi le ascelle e poi a giurare a tutti che solo due ore prima avevo fatto la doccia. Ma non basta, proprio no. Subito dopo il mio simpaticissimo capo mi dice: “Potevi anche startene a casa una settimana in malattia, perché adesso ci impesti tutti!!!”
Lo stesso simpatico capo che quest’anno mi avrà ripetuto circa un milione di volte (in lettere perché oggi proprio non ce la fo’ a pensare a quanti zeri ci vogliono) che non ci sono mai quando gli servo. Adesso io dico: ma sarà stronzo???
E per la cronaca, non è che io non ci sia mai, ma è che avevo circa 4 anni di ferie arretrate e quest’anno ne ho dovute fare un po’. Quindi le faccio adesso perché non le avevo fatte prima. Ma al tempo non è che nessuno si sia mai lamentato dicendomi ma porca miseria ci sei sempre quando ci servi, o anche quando noi siamo in vacanza per un mese di fila!!! Lo so chiedo troppo. Ma lasciatemi sfogare...
E io che ieri dal caldo del mio letto, avvolta nel mio piumone, pensavo di chiamare il dottore e chiedergli la grazia di qualche giorno di malattia e invece sono voluta venire in questo posto di ingrati. Perché a noi donne quando nasciamo ci infilano un microchip nell’orecchio (e dico nell’orecchio ma sapete bene dove intendo) che ci costringe a fare Wonder Woman anche quando proprio non serve...
In realtà il mio capo è una brava persona, ma è pericoloso scherzare con me quando sono malata e l’influenza mi ha foderato nonché isolato il cervello...
E l’influenza l’ho beccata dalla mia dolce metà che sabato a pranzo mi ha portato a pranzo da mammà che con papà (sto delirando lo so, ma abbiate pazienza almeno voi) avevano ancora gli strascichi della settimana a letto con la sorella della Suina, dicesi influenza maiala, e che mi hanno attaccato con i loro bacilli infetti...
3 contro 1 può solo essere paragonato a sparare sulla Croce Rossa dove io faccio da bersaglio.
Baci e bacilli
PrinciSpessa